05.31.07

I corvi - Epilogo

Posted in Senza Categoria at 22:16

Il parco dietro allo stadio era ancora pervaso da un residuo di luce naturale, ma data l’ora nessuno circolava più ed il silenzio era quasi assoluto. Ombre sfuggevoli di corvi sparivano dietro le fronde, e aumentavano la mia soggezione insieme al gracchiare lontano. Avanzavo incerto, studiando tutto ciò che si muoveva intorno a me ed in particolar modo sopra di me. Non ero sicuro che fosse la direzione giusta, ma del resto non avevo possibilità di scelta. Ad un certo punto la via su cui mi trovavo si divise in altre tre, e non seppi dove dirigermi. Ma all’improvviso scorsi quello che stavo cercando: era poco più avanti, appena al lato di un vialetto, e giaceva sull’erba in posa innaturale, le braccia rivolte al cielo, chiaro segno che qualcosa di strano era avvenuto e non si era potuti tornare indietro. Ma adesso io avevo la possibilità di rimediare e non potevo farmi prendere da sciocche soggezioni: avanzai titubante lungo il vialetto, sollevai quella parte argentea, la rimisi in piedi, tornai indietro e ancora agitato la riconsegnai a colui che mi stava aspettando, colui che mi aveva chiamato un’ora prima.

05.29.07

I corvi - Prologo

Posted in Diario di bordo at 19:10

Nei piani iniziali doveva essere una breve domenica, quel 27 maggio 2007. Dopo aver passato il sabato notte ad Amburgo rincasai verso le 8 e mezzo e mi misi subito a dormire. Data l’ora anomala non fu certo un sonno regolare, e alle 15 mi alzai per onorare il calcetto domenicale contro la squadra dei rumeni. La partita non fu brillante, visto che molti dei miei compagni di squadra erano come me reduci dalla trasferta notturna, ed ebbe fine verso le 18, interrotta da un violento scroscio di pioggia. Rientrai a casa in bicicletta, completamente fradicio, e con poche forze ormai residue mi chiusi la porta alle spalle, contento che non sarei uscito prima dell’indomani.

Non potevo sapere che mi sbagliavo: qualche ora dopo, una stranissima telefonata mi costrinse a rimettermi in sella e a percorrere le strade bremesi ormai avvolte nella semi-oscurità.

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05.28.07

La gita ad Oslo - Ultima parte

Posted in Senza Categoria at 12:08

Venerdì: Nonostante gli sforzi di Dominik, il gruppo paga la stanchezza del giorno precedente, e non riesce a mettersi in cammino prima delle 13:00. Il tempo è peggiorato rispetto al giovedì: freddo, vento e pioggia abbattono il morale generale. Dopo una colazione-pranzo all’immancabile bar italiano “La Dolce Vita”, ci dirigiamo verso Vigeland Park, famoso per le strane sculture create dall’omonimo artista norvegese.

La metro di Oslo non è nuovissima (courtesy Marco)

Veduta panoramica del parco

Due sculture particolari

Foto di gruppo ad una particolare cancellata (courtesy Marco)

Dopo l’entusiasmante parco, torniamo nuovamente a visitare la zona del porto in onore di Giovanni, assente il giorno prima.

Accantonati i propositi di una cena a base di salmone, ci sfamiamo ad un Mac Donald e torniamo all’albergo per i preparativi pre-serali.
Ancora una volta, però, la vita notturna di Oslo si rileverà estremamente deludente: passate un paio di ore in un posto stile “Kinda”, ma con meno gente, ci accorgiamo che alle 3 tutti i locali sono già chiusi. Non resta che ascoltare la chitarra di un musicista di strada e tornarsene in ostello mestamente.

Il morale prima di uscire è comunque alto 

Commento finale: visitare Oslo è stata alla fine un’esperienza interessante ma da non ripetere. 3 giorni sono insufficienti per giudicare una capitale, ma la sensazione è che non ci siamo persi molto. La vita costosissima, inoltre, rende praticamente impossibile godersi appieno la vacanza, dovendo prestare attenzione ad ogni “acquisto”. Il quadro si completa aggiungendo che non siamo riusciti a trovare un locale notturno soddisfacente. Insomma, meglio provare altre città prima di Oslo!

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05.22.07

La gita ad Oslo - Seconda parte

Posted in Diario di bordo at 23:09

Giovedì: Seguendo i rigidi tempi scanditi da Dominik, l’ assonnato gruppo si riversa per le vie di Oslo, dove già molti norvegesi sventolano fieri le loro bandiere. Lo svedese Tobias sapeva di quanto era sentita la Festa Nazionale in Norvegia ed astutamente aveva fatto coincidere la nostra gita con questo evento. Seguiamo quindi il flusso di gente, fino ad arrivare in prossimità del Palazzo Reale, dal cui balcone il re (un tale Harald V) saluta il popolo insieme al resto della famiglia.

La piazza principale di Oslo

La famiglia reale dal balcone

No comment

Resi i nostri omaggi al re, ci dirigiamo verso la zona del porto, sormontata da una piccola collina su cui un’antica fortezza è rimasta quasi intatta. Ci arrampichiamo lassù, da dove è possibile avere una panoramica su tutta l’area del porto. Visitiamo brevemente anche un museo della resistenza, dove apprendiamo che la Norvegia, considerata una zona strategica dai nazisti, venne invasa da 450.000 uomini. (Tobias si domanda come Dominik possa prendere questa informazione)

La fortezza in alto a sinistra e la “Jewel of the Seas” di fronte ad essa

Vista dall’alto del porto

Ritornati al lungomare, ci fermiamo per bere qualcosa in un posto alla moda: investiamo parte dello stipendio in birre, mentre al tavolo vicino giovani rampolli ingiacchettati banchettano con vino e spumante. Attirano un pò la nostra invidia, se non che, dopo il conto, saldato in parte in contanti e in parte con carta di credito, estraggono un’altra bottiglia di vino da un sacchetto di plastica e bevono clandestinamente a garganella…

Dopo la sosta in ostello, ripartiamo alla ricerca di un locale decente. Tobias, che nel frattempo ha acquistato una scatoletta di bustine di tabacco da tenere sotto il labbro, viene fermato da una quindicenne, che in un lampo sottrae due bustine mettendole contemporaneamente in bocca. “Mai provato con due insieme!”, esclama l’esterrefatto svedese. Lasciata la nicotinomane, finiamo in un posto definito “adatto alla agente della nostra età”, tale “Onkel Donald”. Ma in realtà è solo un bar elegante (ricorda un pò il Caffè delle Mura) e così ci ritiriamo ben prima che il sole si affacci nuovamente.

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05.20.07

La gita ad Oslo - Prima parte

Posted in Senza Categoria at 17:11

Mercoledì: abbandonati gli uffici intorno alle 14:30, la comitiva diretta ad Oslo si ritrova al Terminal E, ancora inconsapevole di cosa si cela dietro l’ innoqua scritta “Oslo (Thorp)”. Due ore di pullmann serviranno, infatti, per coprire la distanza fra la meta originaria e lo scalo di appoggio.
Ci lasciamo dunque alle spalle la pioggia nebbiosa di Brema, per poi trovare un inatteso sole norvegese. Dovendo attendere il bus per la capitale, ci fermiamo a bere qualcosa vicino all’aeroporto, rendendoci subito conto di quello che temevamo: gli 8,5 euro pagati da Tobias per una birra media spaventano tutto il gruppo, che quindi è costretto a ripiegare su “economiche” bibite.

Da sinistra: Tobias, Gabriele, Dominik e Marco. Giovanni ci raggiungerà giovedi’ sera.

Il panorama tra Thorp e Oslo

Verso le 21:00 raggiungiamo l’ostello, una sistemazione decente con camere sufficientemente grandi, anche se sito in un quartiere non proprio nobile. Sistemati i bagagli, iniziamo a peregrinare nel centro città, cercando di carpire dai passanti il nome di un locale adatto a noi. Ma ognuno suggerisce un posto diverso, così che alla fine capitiamo quasi per caso nel “Tors Hammer”, popolato da giovani non proprio scandinavi. Quando usciamo sono le 4, e il sole già rischiara un po’ la notte.

Addormentatomi alle 4 e mezzo, mi risveglio a causa del potente russare di Marco e del sole che entra dalle finestre senza nessun filtro. Guardo l’orologio e con sgomento mi accorgo che sono sole le 6, con invidia vedo che tutti gli altri dormono beatamente. Non mi resta che alzarmi e scuotere un po’ Marco, che spalanca gli occhi, si gira e continua a dormire senza russare. Ritornato a letto, riesco ad addormentarmi nuovamente, finchè, 3 ore più tardi, non vengo svegliato da rulli di tamburo e squilli di tromba: la parata per la Festa Nazionale ha avuto inizio…

05.15.07

La gita ad Oslo - Prologo

Posted in Diario di bordo at 19:52

Sfruttando una strana festa tedesca (Ascensione? Pentecoste?), una comitiva di 6 persone partirö= domani da Brema alla volta di Oslo: oltre al sottoscritto, ai nastri di partenza figureranno:
- Gabriele, 35 anni, collega napoletano
- Tobias, 25 anni, collega svedese
- Marco, 30 anni, semi-collega napoletano
- Dominik, 30 anni, capo di Marco tedesco
- Giovanni, 30 anni, ex-collega napoletano, ora stabilitosi a Monaco.

Salvo Gabriele e Tobias, che si tratterranno fino a Domenica, il rientro ö¬ previsto per Sabato ore 19:00. L’allegra camerata sarö= ospitata in un ostello della economicissima Oslo (35 euro a notte per persona, stanza unica senza servizi).

Obiettivi personali:

- non smarrire niente
- scattare piö¦ di 10 foto (a tale scopo mi sono munito di caricabatterie e pile nuove).

Per questo motivo il libercolo non verrö= aggiornato con la consueta frequenza.

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05.08.07

La visita di Sara e Marco - Terzo giorno

Posted in Diario di bordo at 20:17

Alle 11 e 30 circa arriviamo alla stazione di Amburgo e ci dirigiamo verso il corso principale. Dopo pochi minuti Marco emette i primi verdetti: “Amburgo e’ piu’ bella di Brema!”, “Amburgo e’ piu’ fresca di Brema!” (più tardi si ricrederà su tutto…). La via dei negozi e’ molto affollata e strani complessini si esibiscono per ottenere qualche moneta dai passanti. Marco ritorna bambino davanti ad un negozio della Lego: lo strappiamo dai mattoncini e arriviamo nella piazza del Municipio.

La piazza del Rathaus

Da qui proseguiamo verso l’Alster, uno dei canali dell’Elba molto esteso in larghezza e paragonabile ad un piccolo lago. Ci rifocilliamo da Alex e poi il mio proverbiale senso dell’orientamento ci fa arrivare, apparentemente per caso, proprio sotto la chiesa di S. Nicola, unico rudere rimasto dai tempi della guerra.

Foto di gruppo con cane sulle rive dell’Alster

Dopo una passeggiata lungofiume, non poteva mancare una visita al quartiere a luci rosse di Amburgo: cosi’ vivace la notte, tanto squallido durante il pomeriggio, popolato da barboni e da individui squallidi.

Marco a suo agio per le vie di S.Pauli

L’entrata della vie delle vetrine, interdetta a minori e donne

Per risollevare il livello della gita, il Virgilio d’Alemannia conduce Sara e Marco nel quartiere più rinomato di Amburgo, Blankenese, dove nell’assoluta pace e silenzio si possono ammirare eleganti ville e curati giardini.

Ormai stanchi dalla lunga camminata e dal sole cocente, ci avviamo verso la stazione e attorno le 19:30 arriviamo a Brema. Prima di coricarsi, il Gualtiero Marchesi della Bassa Sassonia prepara la pasta alla Matriciana, dando modo a Marco di poterla distinguere definitivamente dalla carbonara.

Si ringraziano Sara e Marco per le foto fatte (mai sarei riuscito a farne così tante) e soprattutto per la piacevole compagnia.

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05.01.07

La visita di Sara e Marco - Secondo giorno

Posted in Diario di bordo at 23:03

Venerdì : Noleggiate due biciclette, i tre si dirigono verso il parco più grande di Brema, Burger Park, raggiungendo anche luoghi per me inesplorati.

La giornata è calda, oltre i 25°C, Marco si lamenta un pò, ma non sa che una settimana prima c’erano 8° di massima e si andava a giro con il cappotto…

Lasciato alle spalle il refrigerio di Burger Park, ci dirigiamo verso il centro città, finalmente libero da protestanti (non nel senso religioso). Qua visitiamo l’antico mulino, la piazza principale e il quartiere tipico “Schnoor”.

Dopo un sosta ristoratrice da “Alex” (si ringraziano Sara e Marco per il pranzo offertomi), il programma prevede una lunga escursione lungo il fiume. Qua i gentili ospiti hanno potuto ammirare “Bremen Beach”, dove i tedeschi amano passare i loro weekend estivi e dove gli italiani approntano i loro barbecue domenicali.

Rimane ancora un pò di tempo prima di restituire le biciclette, così Marco ha la possibilità di ammirare un’altra pietra miliare di Brema, la “Luciano’s Haus”, purtroppo non immortalata dalle macchine fotografiche.

Dopo una doccia veloce, cena al ristorante greco e quindi birrettina alla Schlachte, la passeggiata lungofiume ritrovo abituale dei giovani bremesi. Qua Sara e Marco fanno conoscenza con Gabriele, mio collega napoletano, e Antonello, altro italiano che lavora a Brema.

Gabriele (sulla sinistra), Antonello con la sua ragazza a destra con Sara e Marco

Coming soon: la gita ad Amburgo