05.12.08

Trasloco

Posted in Senza Categoria at 22:40

Il libercolo ha cambiato scaffale: potete trovarlo definitivamente qua.

Un saluto a tutti i lettori.

01.30.08

Immondizia atto secondo: il giallo del sacchetto

Posted in Senza Categoria at 23:57

Da buon differenziatore di rifiuti mi sono accorto di aver finito i “sacchetti gialli”, gli unici che è possibile utilizzare per sbarazzarsi di prodotti riciclabili. La legge prevede che l’intero condominio possa ricevere una multa se non viene messa in atto la raccolta differenziata, quindi ho scartato a priori l’ipotesi di utilizzare un normale sacchetto e mi sono diretto al “Flaschenpost”, un chiosco dove vengono distribuiti gratuitamente.

“Avete i sacchetti gialli?”, ho chiesto
“Sì. Ha il coupon?”, ha risposto la commessa del “Flaschenpost”
“Quale coupon?”, ero stupito, neanche stessi prenotando una camera d’albergo o partecipando ad una lotteria
“Da quest’anno serve un coupon per i sacchetti gialli, ma molti, come Lei, non l’hanno ricevuto. Ha il numero per richiederli?”, ha spiegato
“No non ce l’ho”, sentivo che un’altra grana era in arrivo e volevo la mamma.
“Allora glielo do io”, ha continuato, gentile, porgendomi un foglietto. “Ma deve avere pazienza, le linee sono sempre occupate”.
“Grazie”. Me ne sono andato sconsolato.

Navigo su internet mentre sono in attesa al telefono. Ho allontanato l’emergenza rifiuti grazie ad una donazione. Occupo le linee telefoniche del terzo paese più industrializzato del mondo, cercando di ottenere un involucro plastificato per potermi liberare dei rifiuti.

“Ich bin der GELBE SACK”, io sono il sacchetto giallo. Piacere, ma dove sei?

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01.06.08

Il raduno magliaro

Posted in Senza Categoria at 16:48

“I magliari” è un film comico del ‘60: parla di un gruppo di napoletani e romani che cercano di far fortuna emigrando nel Nord della Germania, vendendo stoffe sia ad Amburgo che ad Hannover.
Un pò prima delle vacanze di Natale fu stabilito un ritrovo a Napoli di tutti gli italiani che lavorano e vivono a Brema, e date le analogie con il film, venne subito denominato “il raduno magliaro”.

Alle ore 14:00 del 27 dicembre 2007 sbarco dunque fiero alla stazione di Napoli Centrale, concentratissimo nel voler evitare il classico “pacco”. Ma, forse a causa della mia espressione astuta, raggiungo indisturbato l’uscita, dove Mimmo già mi aspetta con il suo motorino. Un saluto e poi pronti al via: slalom tra il traffico, zona pedonale, multa. La Guardia di Finanza è inflessibile e non cede alle nostre scuse, tipo “Io vengo in visita da Lucca”, o “Lavoriamo in Germania!”. Stabilito questo record di multa precoce, Mimmo mi conduce per tutto il giorno lungo le strade di Napoli: visito la zona di Posillipo e Marechiaro, la strada della Mergellina e poi i quartieri tipici della città, i presepi di S.Gregorio Armeno, la chiesa di S.Gennaro e Napoli Sotterranea. In giro non c’è immondizia e chiedo lumi a Mimmo. “A Napoli centro la tolgono sempre, è nei comuni vicini che si accumula”, risponde. E infatti più tardi, lungo la strada per Villaricca, vedrò che aveva ragione.
Il trattamento che Mimmo mi ha riservato è completo: oltre alla visita guidata prevede anche vitto ed alloggio. Verso le otto mi conduce a casa sua, dove sua madre ha preparato una cena pantagruelica: antipasto con mozzarellona, poi lasagne e agnello con patate. E’ tutto ottimo, ma a stento riesco a finire le porzioni abbondanti. La vista di ulteriori gamberoni alla griglia mi sgomenta un po’, ignaro che ancora mi aspettano i dolci tipici natalizi di Napoli, gli “stuffoli” e i “Rococò”. Assaggio un pò di tutto ed al momento del caffè arrivano Ciro e la moglie Valentina. Usciamo con loro in macchina verso il centro di Napoli, dove incontriamo anche Christian e Carmine, che ha abbandonato definitivamente la Germania ed appare felice. Ciro mi istiga ad ingozzarmi con un cornetto alla crema e fragoline, io obbedisco rischiando il tracollo. Dopo una bevuta in un locale del centro mi viene offerta una vista aerea di Napoli dalla zona di S.Martino: sono ormai le 1 e 30, ed i miei amici napoletani si compiacciono della innaturale tranquillità della loro città. Torniamo quindi verso casa di Mimmo, ed io non posso esimermi dall’appisolarmi sul sedile posteriore della Punto di Ciro…

La mattina seguente comincia con la classica sfogliatella più cappuccino e quindi, sempre in sella al motorino di Mimmo, vengo condotto al centro. Facciamo una strada diversa che mi permette di notare un’incredibile sopraelevata, costruita a sessanta metri di altezza appena sopra i tetti dei condomini ed i cui enormi pilastri sembrano schivare per miracolo gli edifici. Incontriamo per caso Alessio e Monia, giunti da Roma per il raduno magliaro, e la loro guida Gabriele, autoctono. Insieme prendiamo “il caffè del Professore”, il tipico espresso napoletano con aggiunta di crema alla nocciola. Ci raggiunge anche Agostino da Avellino (un ex-collega, non un filosofo) ed andiamo al ristorante scelto per il pranzo, “I Re di Napoli”, dove troviamo tutti gli altri: Antonio, Alessandro con moglie, Salvatore con ragazza, Marco con moto e più tardi un secondo Antonio. Per me è d’obbligo la pizza con mozzarella di bufala, o meglio pizza con bufala, visto che in realtà è con provola…ma non sottilizzo e, consigliato da Mimmo, mi butto su un soufflè alla cioccolata. Usciamo da tavola alle 4 e mezzo, ed io già scalpito perchè ho paura di perdere il treno per Firenze. Saluto tutti velocemente, poi Mimmo mi riaccompagna alla stazione, dove aspetterò quasi due ore, visto che il treno è in ritardo.

Alle undici e mezzo la stazione di Lucca è desolata e scorgo facilmente mio padre che aspetta. Sono stanchissimo, ma contento di aver partecipato al raduno magliaro.

11.05.07

Posted in Senza Categoria at 22:20

L’SWB è l’equivalente dell’Enel per la città di Brema: a questa società devo pagare mensilmente una quota fissa per l’elettricità che consumo. Ogni anno viene conteggiato l’effettivo consumo di energia ed in base ad esso si possono ricevere ulteriori addebiti o rimborsi.

Aprii dunque la missiva con mittente “SWB”, speranzoso in un pingue rimborso. Ma cercando di interpretare il tedesco burocratico della lettera, mi accorsi ben presto che sarebbero andati a sottrarmi una settantina di euro con la bolletta di Novembre, ed in più la quota fissa passava da 21 a 25 euro, quasi il 20% in più. Presi a maledire l’inflazione, i generatori eolici e le centrali nucleari, quando mi sovvenne un pensiero: cambiare tutte le lampadine di casa da 60 Watt in quelle da 100 W non era stata un’idea così illuminante…

10.25.07

La messa

Posted in Senza Categoria at 19:20

Conoscete la funzione “cached” di Google? A me l’ha insegnata Marco: in pratica Google tiene in memoria per qualche giorno una copia dei siti internet. Grazie a questa funzione ho potuto recuperare il capolavoro letterario che sembrava perso per sempre “La messa”. Eccolo dunque riproposto in tutta la sua poesia:

“Non ero mai stato a messa a Brema. Mi ero sempre ripromesso di andarci, ma pigrizia e partitelle domenicali mi avevano sempre fatto rimandare. Ma alla fine quale occasione migliore della cresima di Francesco per poter finalmente parteciparvi? Ecco così che mi presento verso le 3 alla principale chiesa cattolica di Brema, dove ogni due settimane si celebrano funzioni in inglese. Estraggo volenteroso la macchina fotografica per riprendere la facciata della chiesa, ma le batterie sono completamente scariche e pongono subito fine alle mie velleità di fotografo. Poi incontro Francesco, impeccabile nel suo completo di velluto marrone, ed insieme aspettiamo l’arrivo del prete nigeriano per la confessione. Nel frattempo arrivano Alessio, “the Godfather”, e la sua ragazza Monia. Alessio è molto concentrato sul suo ruolo e non ha lasciato niente al caso: ad un certo punto estrae un post-it con la traduzione in inglese dei suoi peccati e da una ripassata veloce. E’ un ragazzo sempre disponibile, ma non brilla per discrezione: più tardi, appena finita la mia confessione, mi interpella con ” A te quante Ave Marie ha dato?”.
Ma come è fatto un confessionale tedesco? Come gli altri, a parte un semaforino sulla porta che indica se è occupato o meno.

Pochi minuti dopo il rito ha inizio: poichè il padrino titolare è regolarmente disponibile, da buona riserva mi siedo sulla panca senza fare polemiche. Osservo meglio la chiesa: ha un’ampia navata centrale e due piccole laterali ed è adornata con grande semplicità. Il rito in inglese scivola via veloce; molti canti separano le varie fasi della messa. A tal proposito due piccoli display ai lati dell’altare mostrano il numero del canto in corso in modo da poterlo seguire sull’apposito libro. Dopo l’omelia Francesco ed Alessio salgono sull’altare, non senza qualche imbarazzo, ed il prete celebra il sacramento. Monia scatta le foto, mentre io non riesco a trattenermi dalle risate perchè la situazione è già comica di per sè e poi Alessio si gira spesso verso il pubblico con un sorriso fierissimo.

Dopo la messa ci viene offerto qualcosa da mangiare e notiamo come queste messe in inglese vengano frequentate da piccole comunità africane e sudamericane. Per festeggiare la sua confermazione, Francesco ci invita ad una lauta cena al ristorante: del resto quella del padrino è una figura importane e va scelta con cura, come sa anche il buon Burli!”

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09.20.07

Scusi, vado bene per Pisa?

Posted in Senza Categoria at 19:19

Con tutta probabilità stamani è stato il mio ultimo volo Brema-Pisa a bordo di Ryan Air. Questa incredibile e comodissima tratta è infatti destinata a sparire da fine Ottobre, soppiantata da un inutile Brema-Budapest. Ma la simpatica compagnia irlandese mi ha dato modo di assistere ad una scena che ritenevo possibile solo nei film.

Avevo già preso posto sull’aereo assieme agli altri passeggeri, la testa appoggiata al finestrino e gli occhi semichiusi, aspettando il momento del decollo. All’improvviso, l’annuncio di una hostess: “Ricordiamo ai signori passeggeri che questo aereo è diretto a Pisa; chiunque sia diretto verso altre destinazioni è pregato di scendere immediatamente!”. Si sollevano risatine un pò ovunque, ma nessuno si muove. Dopo un minuto, un secondo annuncio: “I signori Pinco e Pallino sono pregati di scendere immediatamente!”. Con disinvoltura, due passeggeri si alzano e, dopo aver preso i bagagli a mano, vengono accompagnati al portellone tra lo stupore generale.

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09.03.07

Fotoquiz - Animali domestici

Posted in Senza Categoria at 21:07

Mancandomi molto la cagnetta, ho deciso di prendermi un animaletto domestico…carino vero? Ma soprattutto che bestia è?

08.30.07

Gita a Londra

Posted in Senza Categoria at 17:20

E’ stata un visita-lampo a Londra, quella dello scorso week-end, anche se a conti fatti non proprio economicissima. A pesare sul bilancio alla fine è stata la scelta un po’ infelice del Bed e Breakfast, 50 euro a notte per persona, con camere piccolissime, due fette di pane come breakfast, “stanze” da bagno dove si poteva a malapena entrare ed un gestore sia furbo (non ci ha mai reso 4 sterline di resto) che dedito al sacrificio (dormiva in terra dietro al banco della “reception”, sbucando all’occorrenza per darci le chiavi). Comunque l’ottima compagnia ha reso divertente questa gita dai ritmi forzatamente elevati, con poche ore di sonno e molti chilometri macinati.

Finale con il brivido a Stansted: arrivati all’aeroporto con un’ora e mezzo di anticipo sul volo, siamo incappati in una serie di file per i controlli di sicurezza, con il personale intransigente che non tollerava più di un bagaglio a mano e quella regola della busta di plastica a complicarci la vita, tanto che più volte mi sono aleggiati i fantasmi del “Gate 55″…alla fine siamo arrivati al gate con alcune persone ancora in fila per imbarcarsi.

Pubblico qualche foto delle pochissime che ho scattato, magari più avanti avrò a disposizione quelle dei miei compagni di viaggio.

Fabio, Sabrina, io, Marco e Sergio sul Tower Bridge. 

Il gruppo si riposa con una pennica in S.James Park 

Io, Fabio e Marco a Camden Town

08.17.07

Si ricomincia

Posted in Senza Categoria at 22:09

Rivitalizziamo un pò questo blog latitante da quasi un mese…

Non che abbia chissà quali novità da narrarvi, miei cari lettori, anche perchè ho potuto incontrarmi con la gran parte di voi durante le vacanze appena finite. Sono stati giorni piacevoli, con molte cene e qualche giorno di mare. Ho rivisto Lucio, mio esimio collega di Università dopo non so quanto tempo, ho rivisitato la sede della MTC, ho potuto fare la conoscenza di Filippino, ma anche di altri strani personaggi, e ho potuto notare come il cane sia definitivamente impazzito…

Ho ritrovato Brema come l’avevo lasciata, sotto due coltri di nubi, con quel grigiore innaturale a cui pian piano ci si abitua, ma che si dimentica, se si trascorrono due settimane in Italia. Il primo giorno di lavoro è già filato via, con qualche puntuale sgradevole sorpresa, e la voglia di cambiare aria che cresce…ma alla fine rientrare al lavoro di venerdi’ ha i suoi vantaggi, ed è già weekend…

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07.11.07

Macchina 6 ad ore 6

Posted in Senza Categoria at 19:25

Era stato annunciato da parte dei manager come un grande successo: la nostra società si era aggiudicata un grosso contratto, battendo una agguerrita concorrenza. Si profilava lavoro sicuro per circa 40 persone, per 6 mesi. Di cosa si trattava? Adattare tutto quello che avevamo fatto nell’ultimo anno e mezzo alla mitica “macchina 6″, ovvero il sesto esemplare di aereo che sarebbe uscito dagli hangar di Airbus, il primo su cui si sarebbe applicata l’ottimizzazione del peso. Rasserenato me ne ero tornato in Italia e rilassato avevo ricominciato a lavorare. Ma di questa “macchina 6″ non c’era traccia. “Ritardi da parte di Airbus”, ci veniva detto, e cosi’ non restava altro che sforacchiare un altro pò la macchina n°1, sfigatissimo prototipo. Ma il lavoro era effettivamente troppo poco per tutti noi, cosi’ una bella mattina ci troviamo convocati per una inquietante riunione. “A causa di questa situazione di stand-by, siamo stati costretti a licenziare alcune persone. Non vorremmo fare lo stesso con voi.” Questo l’esordio del capo risorse umane. Seguirono provvedimenti a cui tutti dovevano sottostare: “6 ore di lavoro al giorno, con 2 ore scalate dallo straordinario (che tutti avevano accumulato durante il rush finale del 2006, ndr); minimo 3 settimane di vacanza obbligatorie, meglio se 4, indipendentemente se uno ne ha ancora o no, al limite si scala dal 2008″. Ma questo per quanto? “Luglio e Agosto, poi si vedrà.”

Bene, ed ora che faccio io tutti i giorni dalle 15:30 in poi? Vado in biblioteca a studiare tedesco, no?, tanto la “macchina 6″ è proprio dietro, ad ore 6.

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