05.12.08

Trasloco

Posted in Senza Categoria at 22:40

Il libercolo ha cambiato scaffale: potete trovarlo definitivamente qua.

Un saluto a tutti i lettori.

05.02.08

Cifre astronomiche

Posted in Conversazioni at 19:04

Che la Luna ruoti intorno alla Terra, non mi importa un granché. Alla fine non faccio il contadino, ne’ vivo in un luogo dove le maree hanno effetto. Dell’inclinazione dell’asse terrestre sarei anche contento, in questo momento: l’inverno ha già lasciato posto alla primavera e le giornate si allungano. Ma tanto prima o poi la stessa inclinazione mi si ritorcerà contro, a meno di cambiare emisfero, e quindi alla fine mi risulta indifferente.
Ma e’ la rotazione della Terra intorno al sole che mi disturba assai: quella si’ che mi porta velocemente verso i trent’anni.

04.24.08

Redivivo

Posted in Diario di bordo at 20:32

Sulle pagine del libercolo un nuovo post mancava ormai da più di un mese: non molto è successo nel frattempo, ma forse neanche poco, per cui mi accingo a ragguagliare brevemente i lettori.
Innanzitutto la direzione ha deciso il cambio della compagnia telefonica: da “Arcor” si è passati ad “Arcor”. L’idea in sè potrebbe apparire poco brillante, ma alla fine dell’operazione si preventiva un risparmio di una decina di euro al mese ed una banda più veloce. Del resto, ciò ha comportato un periodo di black-out internet di due settimane: spendendo 5 euro per due minuti di chiamata a casa e guardando trasmissioni tedesche non calcistiche, mi sono reso conto di essere ADSL-dipendente, ed ho sofferto in silenzio fino all’avvenuto riallaccio.
Che altro è successo di bello in questo mese? Direi il week-end a Barcellona, anche se gli orari impossibili di Ryanair ti lasciano i segni addosso per giorni. Ne ho approfittato, comunque, per visitare posti che mi erano sfuggiti la prima volta (Barceloneta! ignoravo una spiaggia così estesa…)
Per il resto, tutto regolare: solito clima, solito lavoro, il torneo di calcetto, un trasloco…niente di particolare da segnalare fino a martedì mattina scorso, quando mi sono imbarcato su un aereo per l’Italia, destinazione Napoli, dove ho partecipato al matrimonio di Fabio e Sabrina assieme ad alcuni colleghi. Cerimonia religiosa a Capua, poi senza oziare via verso una villa nel salernitano, dove abbiamo “pranzato” fino alle 8 di sera. Sono ripartito per la Germania il giorno dopo, cioè stamattina, sicuramente contento di aver partecipato, ma con una strana sensazione per il fatto di lasciare l’Italia senza mai essere passato a Lucca. Ma i giorni di ferie sono contati e mi dicono che quest’anno ne dovrò usare un pò verso settembre…

Questo è quanto; a poco a poco il libercolo dovrebbe riprendere vita, con battiti quasi regolari.
Un ultimo appello agli amici lettori: se state già pensando di scagliarvi contro questo post, tenete conto che la bozza è stata scritta sul treno Colonia-Brema con una penna da gay comprata appositamente per 3 euro!

Bis bald…

03.26.08

Inerte

Posted in Conversazioni at 22:04

Non ci si abitua mai alle partenze, nè tantomeno ai ritorni. Si rimane dapprima rattristati dalle condizioni meteorologiche, ci si illude sempre che la differenza con l’Italia non sia poi tanto grande. Ma parti con il sole ed arrivi con la neve, come se tu avessi viaggiato due ore non solo nello spazio, ma anche nel tempo. Poi riprendi il ritmo giornaliero, e allora i contorni dei giorni in Italia cominciano a sfumare, i ricordi diventano quelli tipici di una vacanza, e non di una condizione normale.

Ma nonostante tutto, c’è sempre qualcosa di te che rimane in Italia. Qualcosa di cui hai senti la necessità, e che purtroppo non c’è. Qualcosa che vorresti proprio adesso, quando le energie già cominciano a mancare, qualcosa tipo… il caricabatterie del cellulare, me lo sono scordato, porca miseria!

03.15.08

Impaziente

Posted in Conversazioni at 00:12

Manca poco ormai alle ferie pasquali. E’ grande la gioia di poter rientrare in Italia, troppo lunghi i due mesi e mezzo di lontananza, così lunghi che si riflettono nella mia immagine allo specchio. Sarà piacevole poter riposare per una settimana, senza dover pensare a lavorare, cucinare, pulire e fare la spesa. Ma questo è niente rispetto alla frenesia di poter rivedere un persona in particolare, qualcuno che ha sempre dato un taglio importante alla mia vita. Questa persona mi manca moltissimo in Germania, ed ogni volta, poco prima di rientrare, penso al giorno esatto in cui potrò rivederla, sentendomi già più leggero…Le ultime settimane ho tenuto duro, la mia testa già si proiettava in quel di Lucca, ma poi si rivelava nuovamente pesante e soffriva alle intemperie del vento tedesco.
Ma adesso l’attesa è quasi finita, tra poco potrò incontrare quella persona di cui ho tanto bisogno e che è pronta ad accogliermi. Alla fine avvertirò come un soffio caldo, e mi sentirò nuovamente pronto ad affrontare la fredda Germania. E se potessi parlargli proprio adesso, tanto grande è la mia impazienza che gli griderei:
“Caro Mauro il barbiere, c’ho una testa come una capanna!”

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02.23.08

Caveat

Posted in Conversazioni at 13:16

Grande delusione questa settimana. Dopo una bella prova in trasferta, la sconfitta di martedi’ tra le mura domestiche ha lasciato un grande amaro in bocca. La qualificazione sembrava a portata di mano, addirittura data per certa dagli organi di stampa e dagli addetti ai lavori. Ma alla fine la squadra è risultata impacciata, messa in difficoltà da un avversario inaspettatamente ostico ed incalzante. Decisiva la mancata applicazione degli schemi alla lavagna, e questo non fa che aumentare la rabbia. La falsa partenza ha condizionato il resto dell’incontro, il recupero era veramente difficile. Che i problemi economici della società abbiano avuto un peso, questo non è da escludere.

Fatto sta che occorre smaltire la delusione, lasciarla decantare. Nuovi scenari devono necessariamente aprirsi, nuovi avversari da fronteggiare spuntano all’orizzonte. Forse occorrerà muoversi un po’ su questo globo, ma il globo non è cavo.

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02.03.08

Proemio

Posted in Conversazioni at 19:26

Da domani si fa sul serio. Basta con le amichevoli e le partitelle in famiglia. Adesso conta solo il risultato. La tensione giocherà a sfavore, così come il campo neutro. Per non parlare poi della trasferta, quella sarà intensa e fondamentale. Ma ormai si è aspettato anche troppo tempo, l’attesa logora i nervi. La posta è alta, non si può sbagliare. Tre incontri per cominciare, sperando che non servano spareggi. Da domani si comincia a giocare sul serio.

Andiamo a prenderci la coppa.

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01.30.08

Immondizia atto secondo: il giallo del sacchetto

Posted in Senza Categoria at 23:57

Da buon differenziatore di rifiuti mi sono accorto di aver finito i “sacchetti gialli”, gli unici che è possibile utilizzare per sbarazzarsi di prodotti riciclabili. La legge prevede che l’intero condominio possa ricevere una multa se non viene messa in atto la raccolta differenziata, quindi ho scartato a priori l’ipotesi di utilizzare un normale sacchetto e mi sono diretto al “Flaschenpost”, un chiosco dove vengono distribuiti gratuitamente.

“Avete i sacchetti gialli?”, ho chiesto
“Sì. Ha il coupon?”, ha risposto la commessa del “Flaschenpost”
“Quale coupon?”, ero stupito, neanche stessi prenotando una camera d’albergo o partecipando ad una lotteria
“Da quest’anno serve un coupon per i sacchetti gialli, ma molti, come Lei, non l’hanno ricevuto. Ha il numero per richiederli?”, ha spiegato
“No non ce l’ho”, sentivo che un’altra grana era in arrivo e volevo la mamma.
“Allora glielo do io”, ha continuato, gentile, porgendomi un foglietto. “Ma deve avere pazienza, le linee sono sempre occupate”.
“Grazie”. Me ne sono andato sconsolato.

Navigo su internet mentre sono in attesa al telefono. Ho allontanato l’emergenza rifiuti grazie ad una donazione. Occupo le linee telefoniche del terzo paese più industrializzato del mondo, cercando di ottenere un involucro plastificato per potermi liberare dei rifiuti.

“Ich bin der GELBE SACK”, io sono il sacchetto giallo. Piacere, ma dove sei?

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01.24.08

Se in Germania

Posted in Conversazioni at 23:08

Se in Germania un passante ti rivolge la parola allora probabilmente stai viaggiando contromano in bicicletta

Se in Germania un tram parte prima del previsto è perchè l’autista vede qualcuno che sta correndo per non perderlo

Se in Germania un altro passante ti rivolge la parola allora stai mettendo l’immondizia giusta nel posto sbagliato

Se in Germania sei stato licenziato, probabilmente avevi un contratto a tempo indeterminato

Se in Germania splende il sole allora ci sono 2 gradi, oppure 30

Se in Germania ottieni indietro dei soldi facendo la dichiarazione dei redditi è perchè hai almeno due case, e non soltanto una

Se in Germania ti suonano con il campanello della bicicletta non è perchè ti vogliono salutare, ma perchè stai camminando sulla pista ciclabile

Se in Germania sei sdraiato da più di 10 minuti godendoti un tepore piacevole, rilassante, forse un po’ umidiccio, allora è il momento di uscire dalla sauna

Se in Germania assapori il gusto degli spaghetti al dente comunque sai che dopo devi sparecchiare e lavare i piatti

Se in Germania sventolano in ogni casa le bandiere nazionali è perchè un terzo posto non è poi malaccio

Se in Germania uno ci lavora… allora le possibilità sono tre: o è matto oppure non sa contare


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01.14.08

Per chi svuota la campana

Posted in Gaffes at 21:11

Da buon differenziatore di rifiuti, avevo ormai accumulato cosi’ tante bottiglie di vetro vuote che non potevo piu’ rimandare il momento di disfarmene e cosi’, riempiti due sacchetti, mi incamminai di malavoglia verso le “campane”. Giunsi presso i contenitori in tempo utile: la legge tedesca prevede che i vetri tedeschi possano essere smaltiti nei cassonetti tedeschi non oltre le 19:00, onde evitare di lesionare le orecchie tedesche. Da bravo cittadino, ottemperai anche all’obbligo di distinguere tra vetri bianchi e vetri colorati, selezionando le bottiglie con cura e gettandole nella campana giusta. Superata qualche incertezza cromatica su un vasetto che un tempo conteneva pesto, finii di inserire i vuoti e quindi ripiegai il sacchetto di plastica, per poterlo riutilizzare al supermercato. Ma dell’altro sacchetto… quello di carta… cosa fare? Fu allora che mi colse l’impulso adrenalico di chi premedita un reato, fu allora che la mia parte criminale nascosta prese il sopravvento. Con la coda dell’occhio destro mi accorsi di un passante: aspettai un poco, poi accartocciai il sacchetto di carta e lo infilai nello spazio tra le due campane. Mi guardai attorno furtivamente e con la coda dell’occhio sinistro notai che il passante non era passato, bensi’ si era fermato e mi fissava.

Prese a parlarmi e mi avvicinai. “Il sacchetto di carta te lo devi portare a casa”, mi disse. Non era arrabbiato, ma si vedeva che voleva darmi una lezione morale. Non sapevo che rispondere: da una parte aveva ragione, dall’altra avevo tremendamente voglia di rispondergli qualcosa tipo “Scusa, ma non hai di meglio da fare che guardarmi mentre scarico l’immondizia?”. Optai per una terza strada, cercando di impietosirlo: “Io vengo dall’Italia, non sapevo…”. Ma ero ridicolo a me stesso. “Anche se vieni dall’Italia devi rispettare le regole di qua. Buon weekend. “Va bene”, mormorai e me ne andai a capo chino con il sacchetto sottobraccio.

Avevo provato a trasgredire la disciplina e l’ordine tedesco, ma la disciplina e l’ordine tedesco mi avevano mandato un messo. Non c’era scampo. Dovevo riportarmi a casa il sacchetto. Ed, ovviamente, riporlo nel contenitore per la carta.

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